Notiziario

AGENZIA DELLE ENTRATE - COMUNICATO STAMPA

15 Giugno 2018

In allegato trasmettiamo Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Entrate inerente e-fattura.

com-stampa-servizi-efattura-14-06-18.pdf

TAR DEL LAZIO

31 Maggio 2018

Il TAR del Lazio dice “NO” ai tempari per le visite ambulatoriali. In allegato la documentazione.

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri
Comunicato Stampa

Il Tar del Lazio dice ‘no’ ai tempari per le visite ambulatoriali
Accolto il ricorso del sindacato Sumai contro la Regione Lazio
La Fnomceo si era costituita ad adiuvandum

I ‘tempari’, che individuavano una durata massima per 63 tra esami e visite specialistiche, introdotti unilateralmente dalla Regione Lazio un anno fa, sono illegittimi. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, con la Sentenza n° 06013/2018 del Registro dei provvedimenti collegiali, accogliendo il ricorso del Sumai, il Sindacato Unico Medicina ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria, ricorso nel quale anche la Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) era intervenuta ad adiuvandum.
Tre le principali considerazioni proposte dai medici e accolte in toto dai giudici del Tar. La prima, che ‘eventuali modifiche al sistema riguardante numero e durata delle prestazioni erogabili dovrebbero essere unicamente riservate alla contrattazione collettiva tra la competente amministrazione di settore da un lato e le categorie professionali maggiormente rappresentative dall’altro lato’. La seconda, la violazione dell’articolo 27 dell’Accordo collettivo nazionale di categoria, ‘nella parte in cui si prevede una determinata autonomia di giudizio, in capo al singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite’.
La terza, e forse ancor più significativa, la ‘lesione delle prerogative di autodeterminazione dei singoli specialisti’, secondo ‘quanto previsto dal Codice di Deontologia Medica: gli articoli 3 e 4, innanzitutto, che ribadiscono la ‘libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità’ del medico e, in particolare, (art.3) la autonomia e responsabilità della diagnosi medica. Ma anche il ‘6 (secondo cui “Il medico fonda l’esercizio delle proprie competenze tecnico-professionali sui principi di efficacia e di appropriatezza”), il 13 (secondo cui le prescrizioni mediche, oltre ad essere sottoposte ad un processo pienamente autonomo e responsabile da parte del medico, sono non delegabili e debbono “far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico”), il 20 (secondo cui la relazione tra medico e paziente è tra l’altro fondata “su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura”) e il 33 (secondo cui “Il medico garantisce alla persona assistita o al suo rappresentante legale un’informazione comprensibile ed esaustiva sulla prevenzione, sul percorso diagnostico, sulla diagnosi, sulla prognosi, sulla terapia e sulle eventuali alternative diagnostico-terapeutiche, sui prevedibili rischi e complicanze, nonché sui comportamenti che il paziente dovrà osservare nel processo di cura”).
‘Tutte disposizioni – si legge ancora nella sentenza - da cui si evince, nella sostanza, che il medico deve poter avere a disposizione un tempo minimo, onde poter svolgere le proprie funzioni in modo autonomo e responsabile, la cui durata non può che essere rimessa alla sua unica valutazione discrezionale e con esclusione, dunque, di indicazioni rigidamente e astrattamente predeterminate da fonti esterne quali quelle di specie’.
Insomma, un secco ‘no’ alle visite ‘a cronometro’, già stigmatizzate dalla Fnomceo con una mozione approvata lo scorso luglio dal Consiglio Nazionale, composto dai 106 presidenti degli ordini provinciali, riunito a Siena e poi da Fnomceo e Fnopi (l’Ordine degli infermieri) insieme, nel primo incontro dopo il rinnovo dei loro vertici, e da Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del Malato – Cittadinanzattiva. .
Né – hanno affermato i giudici – per l’introduzione dei tempari si può prendere a pretesto il pur pregevole obiettivo di ridurre le liste d’attesa: “Un simile obiettivo – si legge infatti nel dispositivo – potrebbe essere piuttosto concretizzato, a titolo esemplificativo, attraverso un (tanto auspicato) aumento delle risorse umane e strumentali da adibire ad un così delicato settore quale quello della pubblica sanità”.
“La Fnomceo esprime grande soddisfazione perché, una volta di più, i giudici ribadiscono quello che non ci stancheremo mai di affermare: i principi di autonomia, indipendenza, libertà e responsabilità che devono informare ogni atto della nostra professione. ” è il commento del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli - Non accetteremo mai alcuna limitazione e condizionamento di queste nostre prerogative irrinunciabili per tutelare la salute dei cittadini e pertanto siamo sempre pronti a difenderle in ogni sede.

“Questa è una vittoria anche dei pazienti- aggiunge Antonio Magi, Segretario Generale del Sumai -.
poiché a loro il professionista, lo specialista ambulatoriale, potrà dedicare tutto il tempo necessario. Le liste d’attesa infatti non si abbattono con la ricetta della Regione Lazio quanto piuttosto, come dice il Tar, assumendo il personale, rispettando il numero di ore che l’Accordo collettivo nazionale riconosce alla specialistica e sostituendo i medici andati in pensione con colleghi più giovani”.
““Il tempo della comunicazione e dell’ascolto sono fondamentali per la crescita della relazione di cura - conclude Tonino Aceti -. Sono i momenti nei quali la relazione tra medico e paziente trova la sua massima espressione. Senza comunicazione non c’è alleanza, non c’è rapporto di fiducia. Senza ascolto il Servizio Sanitario Nazionale diventa una catena di montaggio, in cui il cittadino è un mero osservatore e il medico un esecutore. Il principio secondo il quale il tempo della comunicazione è tempo di cura non è più solo un precetto deontologico, ha forza di legge. Ora deve avere anche cogenza di Legge, deve cioè essere pienamente applicato. Ben venga dunque questa sentenza, che sarà sicuramente sentenza pilota presso i Tribunali Amministrativi”.

Ufficio Stampa Fnomceo: 0636203238 (3371068340- 347 2359608) informazione@fnomceo.it 30 maggio 2018

Pubblicato il 29/05/2018
N. 06013/2018 REG.PROV.COLL.
N. 10716/2017 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Quater)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10716 del 2017, proposto da:
Sumai - Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Guido Locasciulli, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Tevere n. 20;
contro
Regione Lazio, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Rita Santo, con domicilio eletto presso gli uffici della Avvocatura Regionale in Roma, via Marcantonio Colonna n. 27;
Commissario Ad Acta Sanità Regione Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;
nei confronti
Asl Roma 3, Asl Roma 2, Sisac, Fmemceo, Omceo Roma, Omceo Viterbo, Omceo Latina, Omceo Rieti non costituiti in giudizio;
Azienda Sanitaria Locale Roma 3, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Fabio Ferrara, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Casal Bernocchi 73;
e con l’intervento di
ad adiuvandum:
Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Graziani, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza Buenos Aires 14;
Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato Francesco Caroleo, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via Pompeo Magno 10/B;
per l’annullamento
previa sospensione, del Decreto n. U00239 del 28 giugno 2017 emesso dal Presidente della Regione Lazio n.q. di Commissario ad Acta

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Lazio e di Commissario Ad Acta Sanità Regione Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Azienda Sanitaria Locale Roma 3 e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 9 aprile 2018 il dott. Massimo Santini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
1. Con il decreto in epigrafe indicato è stato adottato il “tempario regionale di riferimento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali individuate come critiche”. Più in particolare, viene fissata la durata massima di ogni singola prestazione sanitaria riguardante n. 63 esami o visite specialistiche (es. mammografia, risonanza magnetica oppure visite dermatologiche, ginecologiche, cardiologiche, etc.). E tanto al dichiarato fine di ridurre il più possibile le c.d. “liste di attesa” a livello regionale.
2. Il sindacato ricorrente, il quale costituisce l’organismo maggiormente rappresentativo della categoria professionale degli specialisti ambulatoriali, ha impugnato il suddetto decreto per i motivi di seguito sintetizzati: a) violazione dell’art. 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, il quale prevedrebbe una riserva di regolamentazione pattizia (contrattazione collettiva) con riguardo alla organizzazione del lavoro del personale medico in questione (specialisti ambulatoriali); b) violazione dell’art. 27 dell’Accordo Collettivo Nazionale di categoria (specialistica ambulatoriale) quadriennio normativo 2015, il quale prevedrebbe una determinata autonomia di giudizio, in capo al singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite; c) difetto di motivazione e di istruttoria nella parte in cui l’intimata amministrazione regionale avrebbe acriticamente recepito, ai fini della predisposizione del provvedimento di cui in questa sede si controverte, tempari e analoghi documenti già elaborati da altre amministrazioni regionali.
3. Si costituivano in giudizio le intimate amministrazione regionali e statali le quali, nel chiedere il rigetto del gravame, facevano in ogni caso presente che la suddetta regolamentazione non avrebbe carattere imperativo e dunque lesivo nei confronti delle rappresentate categorie professionali.
4. Si costituivano altresì l’Ordine dei Medici Chirurgici di Viterbo nonché la Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurgici e Odontoiatri per sostenere invece, ad adiuvandum, le ragioni di parte ricorrente.
5. La ASL Roma 3 si costituiva dal canto suo per sollevare difetto di legittimazione passiva.
6. Alla pubblica udienza del 9 aprile 2018 la causa veniva infine trattenuta in decisione.
7. Tutto ciò premesso va innanzitutto accolta l’eccezione sollevata dalla difesa della ASL Roma 3. E ciò in quanto la suddetta amministrazione, ente strumentale della Regione Lazio, seppure dotata di una certa autonomia organizzativa e funzionale non può in alcun modo avere influito sulla adozione di un testo regolamentare di livello generale che, per definizione, non può che essere riservato alla competenza dell’ente a ciò specificamente ed esclusivamente deputato (Commissario governativo). Di qui la fondatezza della richiamata eccezione di rito e la conseguente estromissione, dal presente giudizio, della predetta ASL Roma 3.
8. Nel merito il ricorso è peraltro fondato per le ragioni di seguito indicate.
8.1. Con il motivo sub a) si lamenta la violazione dell’art. 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, il quale prevedrebbe una riserva di regolamentazione pattizia (contrattazione collettiva) con riguardo alla disciplina del lavoro del personale medico in questione (specialisti ambulatoriali).
8.1.1. Da una complessiva analisi di siffatto testo normativo emerge come la materia relativa alla organizzazione ed agli impegni di servizio di simili professionalità sanitarie sia in effetti rimessa in via esclusiva alla disciplina contrattuale collettiva di settore, con ciò escludendo in radice interventi unilaterali della PA, in subiecta materia, quali quelli che nella specie hanno formato oggetto di specifica contestazione (cfr., in tema di impermeabilità delle disposizioni contrattuali sulla disciplina del lavoro dei medici rispetto a possibili interventi estranei al suddetto metodo pattizio, anche Cass. civile, sez. un., 7 gennaio 2014, n. 67).
Con ciò si vuole dire che eventuali modifiche al sistema riguardante numero e durata delle prestazioni erogabili dovrebbero dunque essere unicamente riservate alla contrattazione collettiva tra competente amministrazione di settore da un lato e categorie professionali maggiormente rappresentative dall’altro lato.
8.1.2. Metodo questo che nel caso di specie non è stato pacificamente osservato, dalla intimata amministrazione sanitaria, onde poter introdurre le descritte misurazioni dei tempi di esecuzione delle relative prestazioni sanitarie (esami e visite).
8.1.3. Data la dimostrata riserva di competenza, in capo alla contrattazione collettiva, a porre in essere norme in tema di organizzazione della specialistica ambulatoriale, ne deriva l’accoglimento del primo motivo di gravame nella parte in cui l’intimata amministrazione ha invece disposto in via unilaterale quella che si sostanzia, come pure si vedrà appresso, in una inevitabile modifica della disposizione pattizia di cui all’art. 27 dell’ACN 2015.
8.2. Con il motivo sub b) si evidenzia la violazione dell’art. 27 dell’Accordo Collettivo Nazionale di categoria quadriennio normativo 2015, e dunque indirettamente della stessa disposizione di cui all’art. 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992 (la quale autorizza proprio il ricorso a tali forme pattizie), nella parte in cui si prevede una determinata autonomia di giudizio, in capo al singolo professionista, circa la congruità del tempo da riservare alle singole visite.
8.2.1. Va al riguardo rammentato che il comma 3 del richiamato art. 27 prevede, in particolare, che “Il numero di prestazioni erogabili per ciascuna ora di attività è determinato sulla base della tipologia e della complessità della prestazione e, fermo restando che il loro numero è demandato alla valutazione dello specialista ambulatoriale e del professionista, esso non può di norma essere superiore a quattro”.
Pertanto: a) la durata effettiva di ogni singola prestazione dipende da “tipologia” e “complessità” del trattamento (esame o visita) da eseguire; b) una siffatta valutazione (sulla durata, ossia, della singola prestazione) è riservata in via esclusiva allo “specialista ambulatoriale”.
La disposizione pattizia riportata sta a significare, nella sostanza, che il singolo specialista deve osservare tempi di esecuzione comunque idonei a garantire una assistenza sanitaria coerente con gli standard qualitativi individuati dallo Stato con il decreto LEA (livelli essenziali di assistenza). Di qui la scarsa propensione alla standardizzazione, in termini di durata, delle singole prestazioni sanitarie.
8.2.2. Le disposizioni contenute nell’impugnato provvedimento prevedono invece un tempo massimo entro il quale la singola prestazione medica deve essere assicurata e soprattutto terminata.
8.2.3. Va peraltro evidenziata, a tale riguardo, la portata diretta e precettiva delle disposizioni contenute nell’impugnato DCA. Il tenore delle sue previsioni non lascia infatti spazio ad interpretazioni quali quelle finanche adombrate dalla difesa delle amministrazione regionali e statali, le quali hanno a più riprese prospettato il carattere di soft regulation di un siffatto intervento di cui, tuttavia, il collegio non trova traccia da una pur approfondita analisi del relativo testo regolamentare. Testo nel quale non vengono mai utilizzate formule lessicali nel senso inteso dalle amministrazioni resistenti, né risultano essere mai state fatte salve le prerogative e le competenze del medico specialista riguardo alla effettiva durata del trattamento sanitario. Risulta anzi come le suddette prestazioni specialistiche siano da “eseguire” entro termini “tabellarmente” predefiniti e standardizzati.
8.2.4. E ciò con evidente scostamento rispetto al contenuto di cui al citato art. 27 dell’accordo nazionale specialisti ambulatoriali, il quale antepone viceversa gli aspetti qualitativi rispetto a quelli meramente quantitativi riportati nel contestato “tempario regionale”.
Non sono in altre parole compatibili, con la richiamata disposizione pattizia, diverse regolamentazioni dirette a fissare un predeterminato “tempo di esecuzione” della prestazione specialistica.
Il tutto senza trascurare la ineliminabile disomogeneità dei singoli casi sottoposti all’attenzione del medico specialista. Disomogeneità da cui inevitabilmente deriva la diversificazione delle rispettive risposte assistenziali che lo stesso professionista è tenuto proporzionalmente e adeguatamente ad assicurare. Il che andrebbe a scontrarsi con la semplificazione normativa (id est, fissazione preventiva dei tempi di esecuzione di determinati esami e visite) voluta con il gravato provvedimento dal regolatore regionale.
8.2.5. Sul piano della lesione delle prerogative di autodeterminazione dei singoli specialisti, si richiama inoltre quanto specificamente previsto dal Codice di Deontologia Medica e, in particolare: gli articoli 3 (autonomia e responsabilità nella diagnosi medica), 4 (secondo cui “L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità”), 6 (secondo cui “Il medico fonda l’esercizio delle proprie competenze tecnico-professionali sui principi di efficacia e di appropriatezza”), 13 (secondo cui le prescrizioni mediche, oltre ad essere sottoposte ad un processo pienamente autonomo e responsabile da parte del medico, sono non delegabili e debbono “far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico”), 20 (secondo cui la relazione tra medico e paziente è tra l’altro fondata “su un’informazione comprensibile e completa, considerando il tempo della comunicazione quale tempo di cura”) e 33 (secondo cui “Il medico garantisce alla persona assistita o al suo rappresentante legale un’informazione comprensibile ed esaustiva sulla prevenzione, sul percorso diagnostico, sulla diagnosi, sulla prognosi, sulla terapia e sulle eventuali alternative diagnostico-terapeutiche, sui prevedibili rischi e complicanze, nonché sui comportamenti che il paziente dovrà osservare nel processo di cura”).
Tutte disposizioni da cui si evince, nella sostanza, che il medico deve poter avere a disposizione un tempo minimo, onde poter svolgere le proprie funzioni in modo autonomo e responsabile, la cui durata non può che essere rimessa alla sua unica valutazione discrezionale e con esclusione, dunque, di indicazioni rigidamente e astrattamente predeterminate da fonti esterne quali quelle di specie.
8.2.6. In ultimo, il collegio certamente non trascura il pur pregevole obiettivo che si intende realizzare con il gravato provvedimento (riduzione tempi di attesa per essere sottoposti a visite ed esami specialistici). È anche vero, tuttavia, che un simile obiettivo ben potrebbe essere perseguito con mezzi che non necessariamente debbano coincidere con una riduzione, de facto, del tempo da dedicare ai singoli esami ed alle singole visite (e con conseguente aumento del carico di lavoro per il personale medico attualmente in forza). Un simile obiettivo, al contrario, potrebbe essere piuttosto concretizzato, a titolo esemplificativo, attraverso un (tanto auspicato) aumento delle risorse umane e strumentali da adibire ad un così delicato settore quale quello della pubblica sanità.
8.2.7. Per tutte le ragioni che precedono il motivo specifico deve dunque essere accolto, data la evidente violazione del citato art. 27 dell’ACN 2015.
8.3. Infine, con il motivo sub c) si lamenta il difetto di motivazione e di istruttoria nella parte in cui l’intimata amministrazione regionale avrebbe meramente recepito, ai fini della predisposizione del provvedimento di cui in questa sede si controverte, “tempari” e analoghi documenti già elaborati da altre amministrazioni regionali.
8.3.1. Anche tale motivo di censura si rivela fondato ove soltanto si consideri che: a) il sindacato ricorrente (SUMAI) diversamente da quanto riportato nel provvedimento non ha mai prestato il proprio consenso ad un simile intervento regolamentare (unilaterale) della PA. La circostanza viene infatti sufficientemente allegata dalla difesa di parte ricorrente e non altrimenti contestata dalla difesa delle amministrazioni intimate, e ciò con ogni conseguenza in ordine alla applicazione dell’art. 64, comma 2, c.p.a.; b) l’intimata amministrazione regionale si è in effetti limitata a riportare acriticamente l’esperienza di altre realtà territoriali senza tuttavia indicare a quali realtà ci si è intesi più specificamente riferire e soprattutto senza avere tentato di operare il benché minimo riferimento e la benché minima ponderazione con le (non trascurabili) peculiarità logistiche ed organizzative della propria condizione strutturale e funzionale.
8.3.2. Da quanto detto deriva che il suddetto provvedimento, sebbene qualificabile alla stregua di atto di alta amministrazione, risulta in ogni caso sfornito di ogni minimo substrato di natura motivazionale. Di qui l’accoglimento altresì di tale specifica censura.
9. In conclusione il ricorso è fondato per le ragioni sopra indicate e deve pertanto essere accolto, con conseguente annullamento del DCA in epigrafe indicato.
10. La novità e la peculiarità della questione esaminata inducono il collegio a compensare in ogni caso le spese del presente giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, previa estromissione della ASL Roma 3 LO ACCOGLIE e per l’effetto annulla il provvedimento pure in epigrafe indicato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 9 aprile 2018 con l’intervento dei magistrati:
Giuseppe Sapone, Presidente
Alfredo Storto, Consigliere
Massimo Santini, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Massimo Santini Giuseppe Sapone

IL SEGRETARIO

MEDICINA CONVENZIONATA - I SINDACATI PIU’ RAPPRESENTATIVI

4 Aprile 2018

Medicina convenzionata. Fimmg, Sumai e Fimp i più rappresentativi per medicina generale, specialistica e pediatria.
I numeri 2017 di Sisac Specialistica ambulatoriale.
Nel 2017 il comparto ha fatto segnare numero di deleghe pari a 12.512, in crescita rispetto alle 12.098 del 2016. Il primo sindacato dell’Area si conferma il Sumai-Assoprof con il 9.627 ed il 76,94% di rappresentatività, numeri in crescita rispetto alle 9.434 deleghe del 2016.
In seconda posizione c’è la FederazioneCisl medici con 1.114 deleghe, in lieve crescita rispetto alle 1.044 del 2016, e con una rappresentatività pari a 8,90%. In terza posizione troviamo poi Fespa con 1.098 deleghe e l’8,78% della rappresentatività.

14 Aprile 2017

LE SEGRETERIE SUMAI REGIONALE LIGURIA E PROVINCIALE DI GENOVA AUGURANO UNA SERENA PASQUA A TUTTI GLI ISCRITTI ED ALLE RISPETTIVE FAMIGLIE.

GLI UFFICI DELLA SEDE DI P.ZZA DELLA VITTORIA 12/20 - GE , RIAPRIRANNO IL GIORNO 26/4/17

Dalla Segreteria Regionale

16 Novembre 2016

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Il nostro Segretario Regionale incontra il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla presenza dell’Assessore Sonia Viale

RISULTATI ELEZIONI SUMAI GENOVA 2016

24 Ottobre 2016

Nei giorni 21-22/10/16 si sono svolte, presso la Sede del Sindacato, le elezioni per il rinnovo delle cariche del Consiglio Provinciale e Collegio Revisori dei Conti di Genova. I risultati dello scrutinio sono i seguenti:

                                   CONSIGLIO PROV.          C. REV. DEI CONTI

ALLEGRO ANNA MARIA      13                                               11 

AMADIO CARLA                 14                                               12

BONELLI DANIELA            20                                                9

BONIFACINO GIUSEPPE   19                                                7

CONTE GIANCARLO         61                                                17

COSTA GIOVANNI PIO     13                                                15

DE MICHELI PIERO         27                                                 5

DI MOLA ANDREA            24                                                14

FAURE ALFREDO             35                                                20

FERRETTINO MAURO       28                                                16

FOSSATI FEDERICA        38                                                 25

GRECO PASQUALE         33                                                 11

MAURO VIVIANA            14                                                 14

PIASTRA GIORGIO         20                                                 9

PINACCI FEDERICO       57                                                 8

RAMORINO GIUSEPPE    32                                                6 

CIAO ROBERTO!

2 Settembre 2016

lutto_logo.gifRiportiamo il testo della comunicazione con cui il SUMAI - ASSOPROF ha annunciato la grave notizia del decesso del Segretario Nazionale

              Dr ROBERTO LALA

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1 SET - È con immenso dolore che il Sumai-Assoprof comunica la scomparsa, questa mattina a Roma, del segretario generale del Sindacato Roberto Lala. A nome di tutti gli iscritti le condoglianze a tutta la famiglia. La camera ardente è stata allestita (orario 9-21) presso la Casa di Cura Paideia in Via Vincenzo Tiberio, 46, 00191-Roma. I funerali si svolgeranno a Roma sabato 3 settembre 2016 alle ore 10 nella Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura in Piazzale del Verano, 3.

Roberto Lala era nato a Roma nel 1950. Laureato in Medicina e specializzato in Patologia generale. Segretario generale del Sumai-Assoprof dal 2001, era dal 2011 presidente dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma e Provincia e dal 2012 ricopriva la carica di vice presidente dell’Enpam. 

“Oggi è per tutti noi un giorno di profondo dolore in cui le parole da trovare sono difficili e pesano come macigni. Il nostro primo pensiero per questo va a tutta la famiglia di Roberto cui il Sindacato tutto si stringe intorno nel cordoglio in questo momento difficile. Oltre al nostro Segretario, abbiamo perso un amico ma più di tutti un uomo e un Signore con la ‘S’ maiuscola che come medico, sindacalista e rappresentante di prim’ordine delle Istituzioni professionali ha dedicato e speso tutta la sua vita alla categoria e alla sanità italiana.

Roberto, per chi l’ha conosciuto, era un lottatore, impegnato ogni giorno nelle mille battaglie alla difesa del lavoro dei medici, delle ingiustizie e per tutelare la nostra sanità. Un lavoratore instancabile, competente, schietto, un osso duro per tutti in ogni trattativa. Ci ricorderemo sempre la sua capacità innata ad ascoltare, a coinvolgere gli altri e a battersi e spendersi nell’aiuto nei confronti di ogni collega che ne avesse avuto bisogno.

La sua scomparsa, ci lascia attoniti, anche perché viva era in noi la speranza nella sua immane forza che purtroppo non è bastata a fargli vincere quest’ultima sfida.

Ci mancherai Roberto. Ma il tuo ricordo e il tuo esempio saranno per noi sempre un modello e una fonte quotidiana d’ispirazione”.

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I saluti del mondo medico e delle Istituzioni al segretario Lala

1 SET - Il cordoglio e le reazioni del mondo medico e delle Istituzioni per la scomparsa del segretario del Sumai-Assoprof  Roberto Lala.

La notizia della morte di Roberto Lala, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Roma, ha profondamente addolorato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin“Insieme a tutto il Ministero della Salute, sono vicina alla famiglia Lala nel dolore per la scomparsa del caro Roberto. Di lui ricorderò sempre le grandi doti umane, la dedizione alla Professione medica ed il lavoro costante a servizio del sistema sanitario nazionale e romano in particolare”.

“Se ne va un collega, un uomo di grande equilibrio, un amico – è il primo commento di Roberta Chersevani, presidente FNOMCEO sul sito della Federazione. – Eravamo in contatto, soprattutto ora. L’ultimo sms, ieri sera: Roberto, che di solito era pronto a rispondere e a rilanciare con una battuta, questa volta non si è fatto sentire. E, purtroppo, ho capito subito cosa stava per succedere”. “Il ricordo che in questo momento mi occupa la mente – continua – è l’orgoglio, l’affetto, la commozione che traspariva dalla sua persona un giorno in cui mi ha mostrato la foto del nipotino: ‘Questa è vita!’, mi ha detto, accarezzandola”. Alla famiglia va la vicinanza di tutto il Comitato Centrale.

È con profondo dolore che l’intero Consiglio Direttivo dell’Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma comunica la perdita del suo Presidente Roberto Lala, deceduto prematuramente a seguito di breve e inesorabile malattia. Il Consiglio ricorda il ruolo fondamentale svolto dal dott. Lala nel rilanciare l’istituzione ordinistica con grande equilibrio e saggezza, nell’interesse di tutte le componenti del mondo medico e con incessante impegno e dedizione. Una difesa a tutto campo del Servizio Sanitario Nazionale e del diritto dei cittadini a un’assistenza piena e di qualità. I colleghi ne sottolineano la generosità professionale e umana profusa nei due mandati ricevuti dal 2011, sempre disponibile all’ascolto e a spendersi in prima persona a tutela della categoria e della salute dei pazienti. Alla famiglia l’OMCeO di Roma esprime con affetto la propria vicinanza e partecipazione alla grave perdita. La camera ardente sarà allestita da oggi pomeriggio presso la clinica “Paideia” (via Vincenzo Tiberio 46) e le esequie in forma religiosa saranno celebrate sabato 3 settembre p.v. alle ore 10,00 presso la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura (detta anche di San Lorenzo al Verano), P.le del Verano, 3.

La Fondazione Enpam esprime il proprio cordoglio per la scomparsa del vicepresidente Roberto Lala, avvenuta questa mattina. “Una forza della natura, un uomo schietto, tollerante, paziente ma deciso contro le ingiustizie, sempre al servizio di coloro a cui si era dedicato con impegno totale – lo ricorda Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam -. In ultimo gli ho scritto ‘Forza che sei un caterpillar, non ti smonta niente!’ ed è proprio quello che pensavo di lui. Un vero uomo, un vero leader. Lo rimpiangeremo in tanti, sarà per tanti un riferimento indelebile”. Nato a Roma nel 1950, Lala era Presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Roma e segretario generale del Sindacato dei medici ambulatoriali (Sumai). Dal 2012 ricopriva la carica di vicepresidente dell’Ente, a cui era stato confermato nel giugno 2015. Lala si era laureato nella capitale nel 1977 e quindi si era specializzato in Patologia generale prima di intraprendere l’attività di specialista ambulatoriale. La Fondazione Enpam si stringe intorno alla famiglia unendosi al dolore della moglie e dei figli.

“Voglio esprimere il cordoglio personale e dell’Amministrazione regionale per la prematura scomparsa del presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Roberto Lala. In prima fila nelle battaglie per difendere la professione medica, Lala ha sempre collaborato con le Istituzioni, dando un impulso positivo alla sanità del Lazio e contribuendo a migliorarla in particolare nel percorso per le case della Salute e il potenziamento della sanità territoriale. Ai famigliari e ai suoi cari giungano le condoglianze in questo momento di grande dolore”. Lo scrive in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

La Sisac sul proprio sito comunica che “è vicina alla famiglia ed al sindacato SUMAI per la prematura scomparsa del dott. Roberto Lala, insostituibile ed impeccabile amico, professionista e sindacalista”.

La Fp Cgil Medici Nazionale e Roma e Lazio, insieme alla Fp Cgil Roma e Lazio, partecipano al lutto della famiglia per la perdita del Dottor Roberto Lala, Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Roma e Provincia e segretario nazionale del sindacato Sumai: un uomo, un medico e un sindacalista che si è sempre battuto per la difesa del diritto alla salute, per il sistema sanitario pubblico e per la qualità del lavoro dei medici, con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare in modo armonioso, apprezzandone professionalità e sensibilità.

La Cisl Medici Lombardia e Milano partecipa al cordoglio per la prematura scomparsa di Roberto Lala,figura di spicco nel panorama sindacale medico italiano”. Lo comunica una nota del sindacato.

La Fimmg Lazio sul proprio sito esprime “il proprio cordoglio ai familiari per una perdita così grande per tutti noi e per la sanità Italiana”.

“Con la morte di Roberto Lala se ne va un grande amico, un grande uomo che ha sempre avuto a cuore le sorti della professione medica – a parlare e’ il Prof. Massimo Danese, responsabile Flebochirurgia dell’Ospedale San Giovanni di Roma  e coordinatore Simcri(soc. Medicina rigenerativa) del Lazio –  un vero punto di riferimento per tutti noi.”

Il Segretario Nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise, esprime il cordoglio suo e dell’Associazione tutta, alla famiglia, ai colleghi del Sumai e dell’Ordine dei medici di Roma per la immatura scomparsa del Dott. Roberto Lala, ricordando l’impegno e la passione con cui per molti anni ha difeso diritti e ruolo dei medici italiani.

“Ho appreso con dolore della prematura scomparsa del segretario del Sumai e presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Roberto Lala. Mi unisco al dolore della famiglia e dei suoi colleghi nel ricordo di una figura che tanto ha dato alla sanità del nostro Paese”. Con queste parole il responsabile sanità Pd, Federico Gelli, ha commentato la scomparsa di Roberto Lala.

Il Presidente Nazionale Cimo Riccardo Cassi anche a nome della propria Associazione e portavoce di Apm (Alleanza per la Professione Medica) esprime il cordoglio per la prematura scomparsa di Roberto Lala amico e collega con il quale sono state condivise numerose battaglie in difesa della professione medica.

Il Segretario Nazionale, Giacomo Milillo, e la FIMMG tutta sono vicini ai medici specialisti convenzionati del Sumai-Assoprof per la prematura perdita del loro segretario nazionale, dott. Roberto Lala. Alla famiglia le più sentite condoglianze.

“È con immenso cordoglio che apprendiamo la perdita dell’amico Roberto Lala. A Roberto ci hanno accomunato anni di duro lavoro, di consigli, di incontri, di maratone lunghissime per portare a casa buoni Accordi per i Medici e specialisti della sanità”, così Biagio Papotto, Segretario Generale Cisl Medici. “Lunghissime telefonate in cui a vicenda ci chiedevamo consigli per contribuire a risolvere gli innumerevoli problemi che attanagliano oggi sempre di più i medici del servizio sanitario pubblico, ma mai nemmeno per un attimo abbiamo pensato di desistere, mai Roberto hai gettato la spugna. Ora sei stato chiamato dal Padre e noi siamo tristi per la tua dipartita ma ci piace pensare che forse nel cielo c’era bisogno di Te, di un combattente in più per i diritti, per le uguaglianze, per il bene comune. Buon viaggio Roberto …. Noi non ti dimenticheremo….”.

                                                                            

RINNOVO POLIZZA TUTELA LEGALE

25 Luglio 2016

La Segretria SUMAI Liguria ha sostenuto un notevole esborso finanziario, a livello Regionale, per tutelare legalmente i propri iscritti nei contenziosi da e verso le amministrazioni di appartenenza. Alla tutela assicurativa si accede con la semplice iscrizione al Sindacato stesso.  

Notizie dall’ Agenzia delle Entrate

29 Luglio 2015

Da colloqui intercorsi tra la Segreteria Regionale e lo staff della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, relativamente alla tassazione degli accessi, si evince che il problema verrà esaminato e verosimilmente risolto a livello centrale e non Regionale.

In tempi che auspichiamo brevi, pertanto, verranno emanate direttive in merito.

Pertanto si invitano i sigg. Colleghi ad astenersi da azioni giudiziarie, in attesa di una pacifica composizione della vertenza.

Con l’occasione si segnalano la cortesia e la disponibilità della Direzione Regionale della Liguria, area di Staff al Direttore Regionale, nella persona di Giovanni Accardo, che in questa sede si ringraziano sentitamente.

 

 

Genova, 29/07/2015                                                           

 

 

 

 Il Segretario Regionale

A TUTTI GLI ISCRITTI DELLA REGIONE LIGURIA

29 Gennaio 2015

CALENDARIO E SEDI UNIVERSITARIE DOVE SI SVOLGERA’ IL CORSO

Sono aperte le iscrizioni al Corso di alta formazione “LA MEDICINA SPECIALISTICA VERSO LA COMMUNITY CARE”, con il patrocinio del Sumai. Per chi fosse interessato si prega di contattare la Segreteria del Sumai Sezione di Genova al numero tel 010586611 o via e-mail sumai.ge@len.it .